Progetto 365.
Seconda edizione.
Giorno 41.
Paolo Borrometi.

Eravamo in 3 attorno al tavolo e un posto riservato che aveva le spalle al muro. Dopo pochi minuti arrivano le macchine, e 3 persone salgono al primo piano della caffetteria «Cannavacciuolo».
Uno di loro dà l’ok, e subito arriva Paolo Borrometi con la scorta della polizia.

Sono rimasto molto sorpreso dallo spiegamento delle forze dell’ordine. Il giorno precedente, Paolo è stato nominato cittadino onorario del comune di Romentino.

Paolo Borrometi è un giornalista impegnato a divulgare i rapporti tra politica, economia, territorio e mafia. Più volte minacciato di morte, è stato colpito è ridotto in don di vita fino al punto di essere quasi morto. La sua casa è stata data alle fiamme.

36 anni, un giornalista che fa il suo lavoro, e lo fa molto bene, ma è una persona che non può andare a vedere una partita di calci o fare una semplice passeggiata, non può visitare i suoi parenti.
Paolo è coinvolto in procedimenti legali contro mafiosi, alcuni dei quali sono già in carcere.
Gli ho parlato del progetto «365» . Quando gli ho scattato la foto ero molto nervoso, non per la presenza dalla polizia e di tutta la sicurezza, mi sentivo nervoso perché ho capito che proprio le persone come lui fanno un paese, lo fanno crescere, migliorare. Persone come lui rendono più bella la nostra Italia a livello mondiale.

Alla fine della colazione e della fotografia, ho detto addio a lui, volevo davvero dargli un abbraccio. Ho salutato i 3 poliziotti che erano lì, poi ho trovato un altro poliziotto che scendeva le scale, poi altri due alla porta e due auto della polizia. Dopo aver camminato per 10 metri, ho visto persone, camminare con calma, camminare con i loro cani, altri con amici, e alcuni con le cuffie, in bicicletta. Persone libere, persone che vivono in pace, senza forse non sapere
chi è Paolo Borrometi.

Una volta sentii dire: La differenza tra il bene e il male, è che il male fa sempre qualcosa.

Grazie Paolo per essere parte di questo progetto.

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Instagram: @luishuayhuas
Facebook: @estudiohuayhuas
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Proyecto 365.
Segunda edición.
Día 41.
Paolo Borrometi.

Eramos 3 alrededor de la mesa y un asiento reservado que daba la espalda al muro, después de unos minutos llegan unos autos, y suben 3 personas al primer piso de la cafetería «cannavacciuolo».
Uno de ellos da un ok, e inmediatamente llega Paolo Borrometi, custodiado por policías.

Yo estaba muy sorprendido por el despliegue de seguridad. El día anterior, Paolo fue nombrado ciudadano honorífico de la ciudad de Romentino.

Paolo Borrometi es una periodista que informa de política, economía, territorio y de la mafia. Fue amenazado de muerte con notas en el auto, tiempo después lo golpearon a punto de estar casi muerto,
e incendiaron su casa.

36 años de edad, un periodista que hace su trabajo, y lo hace muy bien, pero es una persona que no puede ir a ver un partido de fútbol, pasear tranquilamente, no puede visitar a sus familiares.
Paolo es participe de procesos legales contra mafiosos, algunos ya presos.

Le hable del proyecto «365» fue ahí cuando le hice una foto, Yo me sentía muy nervioso, no por los policías y toda la seguridad, me sentía nervioso por que me di cuenta, que son personas como ellos que hacen un país, los que hacen crecer, mejorar, cuidar, detrás de la Italia hermosa y bella a nivel mundial, se encuentran grandes personajes como Paolo.

Al finalizar el desayuno y la fotografía, me despedí de él, en realidad tenia muchas ganas de darle un abrazo. Me despedí de los 3 policías que estaban ahí, luego encontré otro policía al bajar las escaleras, luego dos más en la puerta y Dos autos policiales. Luego de caminar 10 metros, vi a las personas, caminar tranquilamente, paseando a sus perros, otros con amigos, y algunos con auriculares en bicicleta. Personas con libertad, personas que viven en Paz, sin quizás no saber
quien es Paolo Borrometi.

Una vez escuche decir: La diferencia entre el bien y el mal, es que el mal siempre está haciendo algo.

Gracias Paolo por ser parte de este proyecto.